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Dal 3 al 16 febbraio.

Milano, il tempo e l’amore

Pensando all’Amore mi è venuta in mente Milano e quanto sia legata al tempo. Trovare in città un po’ di tempo è amore per noi stessi.

Gli odori della città

Lasciando da parte Milano-Cortina, immaginiamo una giornata qualunque. Quando giro per Milano sono sempre cosciente degli odori intorno a me: espresso, aglio, origano, riviste nuove, pneumatici per la città e tanto caffè nella metropolitana; negozi di scarpe, scappamento di macchine, salsa di soia e l’odore di ogni frutto che impregna il legno grezzo delle cassette dei fruttivendoli e la carta attorno.

Una città che corre

La città è programmata per funzionare, non per rilassarsi. In città persino gli alberi devono lavorare sodo perché il numero di persone per cui devono produrre ossigeno è incredibile. A Milano tutto avviene di fretta e, per come funziona la vita, la gente finisce per essere sola persino nella folla della metropolitana e degli ascensori. Di solito quando la gente prende la metro è molto stanca, e così non può cantare o ballare, ma credo che se potesse farlo, lo troverebbe un’esperienza veramente piacevole.

Spazio, arte e immaginazione

I ragazzi che di notte dipingono graffiti sui vagoni dei treni hanno imparato molto bene a riciclare lo spazio della città.

La mia città ideale dovrebbe essere simile a quella che desiderava Andy Warhol: una sola lunga strada principale senza traverse o parallele che blocchino il traffico. Solo una lunga strada con una lavanderia, una profumeria, una libreria e, tra alberi e altre cose, un cinema all’angolo (mi piace l’idea della gente che fa la coda per entrarci).

Aeroporti, incontri e tempo

Oggigiorno l’atmosfera che preferisco è quella degli aeroporti: le migliori profumerie e il miglior ottimismo sono lì. Quando mi trovo sopra le città guardo fuori e vedo le nuvole e penso che sono proprio lassù. È magnifico.

All’interno degli aeroporti conosci delle persone. Vedete, conoscere un’altra persona è troppo difficile perché ogni persona nuova richiede altro tempo e altro spazio. Si può piangere in compagnia o ridere da soli. A voi la scelta, così come decidere cosa fare e come passare il tempo. Dal momento che la gente vive sempre di più, bisogna imparare a restare bambini più a lungo. Cerco di pensare cos’è il tempo vissuto in città e tutto quel che riesco a pensare è: il tempo è, il tempo fu.

Prendiamocela con calma

Beh, stai a sentire, prendiamocela calma anche noi, domani, non svegliamoci più alle sei e mezzo.

With Love, G.

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