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Il profumo del silenzio nel 2026

Quali sono i tuoi desideri e le aspirazioni per un nuovo anno, destinato come gli altri prima di lui, a vivere il suo tempo?

Ebbene ho espresso il mio, quello di rallentare e di abbracciare il 2026 serenamente. Una mente lucida, limpida, in grado di ragionare con i giusti tempi senza correre ad alta velocità. Rallentare, respirare, seguire i propri ritmi, non essere distratti dai troppi prodotti che ci circondano altrimenti finiremo per diventare noi un prodotto a breve scadenza.

 

Rallentare come desiderio personale

Così a fine 2025 ho comprato un giradischi e mentre scrivo e lavoro posso annusare tempi lontani in cui la bellezza aveva un senso, un suono, un profumo diverso. Una bellezza reale e sospesa oggi nella sua epoca. Ho trovato un cofanetto dei grandi del Jazz (menziono di non essere un’intenditrice; mi incuriosisce come tante cose che vorremmo conoscere ma nessuno ci ha trasmesso alcune arti) e ho iniziato con Ella Fitzgerald. La chiamavano First Lady of Jazz. Una cantante entrata nella mitologia del mondo musicale americano e che ha riempito per qualche decade i teatri di tutto il mondo oltre a incidere montagne di dischi a partire dalla fine degli anni ’30. La scelta di Ella si sposa con il mio nuovo (seppur usato) giradischi Thorens che ha il profumo del vissuto, dell’autentico, di una cosa creata per durare a lungo.

 

Il profumo come scelta consapevole

Tutto ciò che noi siamo influisce ogni nostra azione inclusa quella di scegliere un profumo. Oltre all’esperienza olfattiva di cui si parla molto, affinché si possa acquistare il profumo consapevolmente, sta a noi dare a quella fragranza la dignità di esistere e di vivere su di noi. Questa riflessione è di Jean Claude Ellena, che scrive in uno dei suoi ultimi libri Atlante di botanica profumata che scegliere un profumo personale dovrebbe essere soltanto una questione di desiderio, dell’amore che si è disposti a offrirgli. I profumi hanno dunque delle anime ma se le nostre sono vuote come fanno essi a sopravvivere al tempo?

 

La lentezza contro la velocità del mercato

In un mondo attuale in cui tutto sembra avere una vita breve i profumi di nicchia artigianali cambiano, cambia il pubblico, cambia il mercato, ma soprattutto cambia il modo di creare. Tutto accelera. Partiamo dalla creazione dei profumi e la loro identità. I creatori (chiamati anche direttori artistici dei vari marchi), pressati dalla velocità dei nuovi lanci, hanno continuamente l’ansia di uscire a breve con un prodotto nuovo. Per ideare ci vuole tempo, ci vuole studio e ricerca, momenti lunghi di attesa per trovare la scintilla che poi ti guida al processo di creazione. Viaggi, anche mentali, richiedono silenzio. Il silenzio oggi non esiste più ed è qui che rientra il mio desiderio e augurio per voi di rallentare, di ascoltare, di avere la mente candida e liscia come le opere di Canova. In una società sempre rumorosa, imbevuta di mille sentori e rumori, ma soprattutto distratta, fermarsi per creare è diventato impossibile. Ecco perché Ella mi aiuta. Le sue note sono lente, e io ascolto i suoi sussurri. Forse per la prima volta dopo lunghi anni.

 

Profumeria, arte e tempo

Oltrepassando i vari tempi richiesti per legge della produzione di un profumo e i vari test di stabilità, compatibilità e molto altro, acceleriamo anche noi il nostro racconto e immaginiamo che il nostro profumo sia già perfettamente posizionato sullo scafale in tutta la sua bellezza. L’idea di bellezza è sicuramente influenzata dall’occhio e naso del periodo che viviamo e le preferenze sono formate dall’esperienza e dalla cultura olfattiva. La Profumeria, come l’Arte, appartiene così al suo tempo. La società differisce in ogni epoca e il creatore di profumi, come gli artisti, deve, per cos’ dire, adattare continuamente la storia della profumeria ai nuovi lanci. Anche i maestri profumieri – i Nasi come li chiamiamo noi – in quanto uomini dei loro tempi, devono ereditare e sviluppare e considerare il flusso del tempo e il cambiamento. Il loro linguaggio artistico delle essenze si adatterà a rendere esplicito il contemporaneo e l’attuale per riflettere la

comprensione del suo tempo. Un processo che oggi rischia di confondere i nostri nasi piuttosto che educarlo.

 

Il tempo della scelta

Ci vuole del tempo per la narrazione. Il consumatore, già confuso dal momento in cui timidamente ha scelto di entrare in quel posto incantevole chiamato Profumeria, viene direzionato verso mille sfaccettature. Vendere richiede argomenti, parole, dimostrazioni. Non c’è tempo per annusare più di qualche fragranza -così ti dicono – altrimenti non li sentirai più sulle mouillettes. Ci vuole un alto grado di concentrazione e dedizione sia per vendere profumi che raccontano una storia, sia per scegliere un profumo che ti rappresenta. Scegliere il profumo con calma e rilassati, per non trasformare l’acquisto in uno d’impulso. Altrimenti c’è la promessa di ritorno (scelta più saggia). Qualunque sia la scelta ça va sans dire che lo spazio circostante gioca un ruolo predominante per il nostro immaginario.

 

Ritrovare il senso della lentezza

Cercare il tempo non è perdere del tempo bensì ritrovarlo e capire che la lentezza a volte è una ragione di vita. È guadagnare il senso di svolgere le nostre azioni nella massima consapevolezza, e curare ciò che compriamo fin dal momento in cui entra nel nostro desiderato e poi nel nostro possesso. Profumarsi è anche ritrovarsi.

Buon ritrovo! 

With Love, G.

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